I traveller irlandesi sono diventati recentemente noti a causa di un reality show inglese mandato in onda anche in Italia. Putroppo però, lungi dall’essere realistico, il reality ha voluto puntare su alcune comunità descrivendo i traveller come fuorilegge, amanti del lusso e particolarmente frivoli. La comunità traveller e le sue associazioni sono state le prime ad indignarsi e a sollevarsi contro questa ondata di stereotipi.

Ma chi sono veramente i traveller irlandesi?
La loro origine è controversa, alcuni li identificano come un gruppo a parte rappresentante i primi abitanti dell’Irlanda, altri come un gruppo di gente costretta al nomadismo dopo la confisca delle loro terre, infine vi è chi li definisce come irlandesi nomadi per scelta. Gli stessi traveller hanno idee molto diverse a riguardo.

Essi sono considerati minoranza etnica in tutto il territorio del Regno Unito e negli Stati Uniti ma non vengono riconosciuti come tali in Irlanda. Vi è perciò un movimento che sostiene la necessità di tale riconoscimento. L’idea viene portata avanti affermando che, pur non essendoci differenze genetiche col resto della popolazione, i traveller presentano una lingua diversa e tradizioni differenti rispetto a quelle degli irlandesi stanziali.

Molti traveller irlandesi svolgono tuttora attività lavorative che richiedono una vita seminomade o nomadismo stagionale ma vi sono anche membri della comunità che vivono in abitazioni o case mobili stanziali.
L’abbandono scolastico è molto alto ed i bambini traveller smettono di andare a scuola molto presto. Ciò non è dovuto al matrimonio precoce, che pure è tuttora presente presso alcune famiglie, ma alla diffidenza dei genitori verso un sistema scolastico che potrebbe, a loro parere, mettere a rischio la continuazione dei valori culturali traveller. La paura che i figli adottino quei comportamenti che vengono attribuiti alla popolazione maggioritaria, quali l’uso di droghe e i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, spaventa moltissimo i genitori traveller. Questo indica come gli stereotipi tra questa comunità e la popolazione maggioritaria siano bilaterali.

Le difficoltà affrontate dai traveller variano di zona in zona. In Inghilterra, ad esempio, i traveller conducenti uno stile di vita nomade si trovano ad affrontare una penuria di zone adibite alla sosta e, perciò, si vedono spesso costretti ad accamparsi in zone proibite, senza poter usufruire di servizi quali l’elettricità e i servizi igienici.
Essi devono affrontare non solo i pregiudizi della popolazione maggioritaria ma anche quelli della comunità rom che li considera gagé (non-rom) a tutti gli effetti. Questo nonostante i traveller irlandesi abbiano adottato alcune usanze tipicamente rom come quelle legate ai concetti di puro ed impuro.
Un altro problema che questa comunità affronta è la bassa aspettativa di vita. Se tra i rom essa si aggira sui 60 anni, quella dei traveller irlandesi non supera i 50. Le principali cause di morte sono la carenza di assistenza sanitaria, gli incidenti stradali per gli uomini e la morte per parto per le donne.

Esistono altre due comunità traveller, oltre a quella irlandese, cioé quelle scozzesi e gallesi. Tali comunità, pur soffrendo gli stessi problemi dei traveller irlandesi ne vengono coinvolti in maniera più ridotta e presentano condizioni di vita migliori.