L’approccio interculturale sta via via sostituendo quello multiculturale nella creazione delle politiche pubbliche volte all’inclusione dei migranti e delle minoranze etniche.

Nell’approccio multiculturale, le culture erano viste come enti autonomi, rigidi e fatti per coesistere senza interazioni. La società auspicata da esso è una società plurale che dia spazio a tutte le culture partendo dal presupposto che esse debbano restare separate e che rimangano immutabili.
L’approccio multiculturale ha causato la separazione delle diverse culture e la formazione di regole e legiferazioni basate sul gruppo etnico di appartenenza degli individui. In esso, i migranti e le seconde generazioni non vengono realmente inclusi nella società del Paese, poiché vi è la volontà dello Stato di preservare la loro cultura nel suo stato “originario” attraverso la separazione dalla società maggioritaria.

L’approccio interculturale vuole invece creare una società in cui le culture convivano e si incontrino, in cui sia possibile un dialogo che permetta lo scambio di idee e valori atto a integrare tutte le diverse culture con nuovi input. Esso parte dal concetto che le culture non siano immutabili e che ognuna di esse si sia evoluta nel corso della storia anche grazie all’incontro con società diverse.
Nell’approccio interculturale, le culture dialogano e si mescolano, prendendo in prestito l’una gli aspetti positivi dell’altra. Difatti, una cultura potrebbe essere più ottimale in alcuni settori di un’altra ed avere debolezze in altri. Con l’approccio interculturale, entrambe le culture avranno la possibilità di studiarsi e di applicare nuovi valori e nuove norme frutto della loro ibridazione.

Per creare una vera società interculturale bisogna, però, creare una forma di dialogo che non sia la classica imposizione della cultura occidentale ma che sia una forma di scambio di valori bidirezionale. Bisogna mettersi in gioco senza partire da presupposti che vedano la propria cultura come la migliore o i valori come immutabili. Bisogna imparare a riconoscere gli aspetti positivi della propria cultura come quelli negativi e imparare a dialogare e a creare una rete di scambio al fine di migliorarsi.