In Italia si tende spesso a credere che la popolazione romanì parli “lo slavo” o il rumeno. Contrariamente a ciò, la lingua delle comunità romanì è il romanes, una lingua di origine indiana e derivante dal sanscrito.

La popolazione romanì era storicamente insediata nell’India del nord, si ritiene in Rajastan o Uttar Pradesh. Da queste zone e per circostanze non ancora certe, tale popolazione migrò attorno all’anno mille raggiungendo la Persia e l’Armenia. In tali luoghi, si ritiene, soggiornarono a lungo. Difatti, nel romanes si possono trovare diversi termini persiani ed armeni.

Dopo l’arrivo in Europa, attorno al XIV secolo, le varie comunità romanì si stabilirono in zone diverse del continente. Il necessario arricchimento della lingua, dovuto alla presenza di termini e parole sempre nuovi, ha determinato la nascità dei diversi dialetti romanì, ritenuti essere più di 40.

I membri dell’etnia romanì parlanti il romanes riescono a capirsi parlando tra loro nei diversi dialetti.

Vi sono altresì, comunità che hanno perduto l’uso della lingua romanes, come ad esempio alcune comunità di rom romeni, i kalé spagnoli e i romanichals inglesi. Questi ultimi due gruppi usano dialetti particolari derivati dalle lingue dei Paesi di presenza storica e arricchendoli con pochi vocaboli provenienti dal romanes.Fine modulo