Tra i più grandi luoghi comuni legati ai rom c’è quello che essi vivano in un universo “magico” nel quale pratiche come la chiromanzia e la lettura delle carte e del palmo della mano sono considerate frutto di magia e strumento per leggere il destino.

In realtà le tecniche di predizione del futuro erano in passato usate dalle donne rom e sinte come attività meramente economica basata su dati inventati o su informazioni raccolte da altri membri della comunità che erano precedentemente passati per la zona abitata dalle clienti. Da questo si desume che la tradizione rom abbia sempre visto questi mestieri come modi di prendere contatto coi non-rom fornendo loro un servizio richiesto in cambio di denaro. Nulla di diverso rispetto ad altre professioni.

Le pratiche di predire il futuro tramite carte e lettura del palmo della mano erano, in passato, comuni a molti gruppi rom nonché sinti ma hanno visto il loro rafforzamento nell’immaginario comune dopo l’apertura di veri e proprio studi di cartomanti kalderasa negli Stati Uniti.

La chiromanzia e la lettura delle carte consentivano alle donne di partecipare all’economia familiare. Questa realtà ci porta a ripensare l’idea molto diffusa secondo la quale la madre, e la donna in generale, non abbiano nessuna iniziativa economica all’interno della famiglia e della cultura rom e che esse siano investite del mero compito di allevare i figli.

Ciò non toglie che possano esserci rom superstiziosi o che credono nella predizione del futuro, tali credenze sono normalmente presenti in qualsiasi comunità, ma bisogna tener conto che esse non fanno parte della cultura del popolo rom in quanto tale.