Molto spesso i termini rom e romeno vengono confusi e il primo è visto come un’abbreviazione del secondo.
In realtà vi sono rom di nazionalità romena ma i due termini hanno significati differenti ed indicano etnie differenti.
Il termine rom significa uomo (o uomo sposato) nella lingua romanes, il nome Romania invece indica un Paese abitato da una popolazione di etnia neo-latina (romeni, appunto, da romani).

Il fatto che la Romania sia la nazione con la più elevata percentuale di popolazione rom rispetto alla popolazione totale (l’8,32% secondo una stima del Consiglio d’Europa fatta nel 2010) dipende dal fatto che nei territori romeni di Vallachia e Moldavia e Transilvania i rom furono impiegati come schiavi per un arco di tempo che andò dal 1345 al 1851. In tale periodo i rom venivano fatti prigionieri e acquistati anche negli Stati vicini aumentando in tal modo la popolazione appartenente a tale etnia presente nei suddetti territori.

Molti rom romeni hanno cominciato a emigrare dopo l’entrata della Romania nell’Unione Europea. Il motivo di tali migrazioni è dovuto sia alla ricerca di un lavoro o di una situazione economica migliore sia al tentativo di sfuggire alle forti discriminazioni che colpiscono i rom in tutto il territorio romeno.

In Italia vi sono attualmente 40000 rom di nazionalità romena a fronte dei 170000 rom totali presenti nel territorio del Paese.

Allo stesso tempo non tutti i rom romeni appartengono allo stesso gruppo. Tra di essi possiamo elencare i rom vlax (il cui maggiore sottogruppo è composto dai rom kalderasa, i rom laiesti, e i rudari. Bisogna inoltre ricordarsi che tali gruppi si dividono in ulteriori sottogruppi con diverse usanze e professioni storiche.